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Immagini |
David Cronenberg |
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David Cronenberg (regista): “Anche se tratto da un fumetto, ho pensato che fosse un thriller interessante perché non è come tutti gli altri. E’ come un film di Hitchcock dove un uomo innocente viene scambiato per qualcun altro da gente senza scrupoli e viene trascinato in un mondo con cui non ha nulla a che fare”. Dopo aver incontrato Viggo Mortensen al Festiva di Cannes del 2001, Croneneberg ha subito pensato che fosse il ruolo adatto a lui: "Viggo era perfetto, egli non è solo un attore carismatico, ma ha molte altre qualità che mi hanno fatto pensare che fosse adatto ad interpretare un ruolo complesso. E’ un maniaco dei dettagli, cosa che io amo molto, è ossessionato dai particolari, da come il suo personaggio dovrebbe muoversi, parlare e vestirsi". "Non credo proprio che la gente vada al cinema, veda scene di omicidi e poi esca fuori ad uccidere. Se questo fosse vero, nel mondo non ci sarebbe più nessuno". "La verità - dice l'autore - è invece che la violenza pervade tutti i nostri rapporti, fa parte della nostra natura, si mescola con tutto, a iniziare dal sesso. Credo che la violenza venga fuori dall'impossibilità di vivere la realtà che vorremmo. Nonostante tutti i nostri tentativi di evolverci, anche attraverso la tecnologia, la violenza continua ad essere una malattia universale. Coltiviamo tutti il sogno di dominarla, così come quello di raggiungere la pace nel mondo, ma per ora tutto questo resta un sogno". |
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Josh Olson |
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Josh Olson (sceneggiatore): Il titolo era molto intrigante, mi suggeriva molte idee, ma il mio punto di vista è stato ciò che potrebbe accadere alla gente reale in questa situazione. E’ uno scenario completamente sbagliato: un uomo deve provare la sua innocenza ad un gruppo di veri criminali. Ciò che a me interessava della storia, era prendere questa classica famiglia media americana e mettere tutti i componenti in una situazione estrema e mostrare come li avrebbe cambiati e cosa sarebbe accaduto iniettando la violenza nella vita di un’ordinaria famiglia felice. La situazione li costringe a porsi delle domande difficili su di loro e sulla loro relazione, è una cosa che li cambierà per sempre. In questo film, gli eventi non sono necessariamente come sembrano, e quando le cose iniziano a mettersi male, Tom è costretto a guardarsi dentro, mentre coloro che più gli sono vicini si domandano chi veramente sia. Mortensen aggiunge: Tutto ciò riguarda anche la moglie Edie e un altro lato di lei, come anche riguarda il figlio Jack e un altro lato del suo carattere. |
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Ed Harris |
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Come la maggior parte degli attori, Ed Harris è entrato nel cast per lavorare con Cronenberg: La ragione per cui volevo lavorare con Cronenberg è perché è un filmmaker, sa quello che sta facendo, ha una propria visione della scena ed è proprio un piacere lavorare con persone che tengono a quello che fanno. Io ero molto interessato a ciò che Cronenberg voleva che venisse fuori da questa storia, una storia semplice ma di un certo livello. David diceva che era molto interessato alla realtà della vita quotidiana e alla differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Fogarty - il suo personaggio – è un mafioso Irlandese di seconda classe che vive a Philadelphia. Quando Fogarty appare sulla scena, non sai cosa pensare, ma capisci che qualcosa deve accadere. |
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Impreziosito da un paio di superbi cammei (Ed Harris e William Hurt), History of Violence procede come un incubo ad occhi aperti. Per Cronenberg è un'opera quasi minimale, che forse deluderà i fans dei suoi film più visionari; ma che potrebbe segnare una svolta nella sua carriera, il raggiungimento di una più pacata maturità. Alberto Crespi da L'Unità |
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