Il cast

 

Viggo Mortensen (Tom Stall), Maria Bello (Edie Stall), Ed Harris (Carl Fogarty), William Hurt (Richie Cusack), Ashton Holmes (Jack Stall)

Soggetto: Vince Locke, John Wagner

Sceneggiatura: Josh Olson  Fotografia: Peter Suschitzky

La trama

 

A HISTORY OF VIOLENCE  regia di David Cronenberg

Tom Stall (Viggo Mortensen) conduce una vita tranquilla e serena nella piccola città di Millbrook nell’Indiana, assieme alla moglie avvocato (Maria Bello) e ai loro due figli. Un giorno, però, nel suo ristorante entrano due criminali ricercati, e nel tentativo di salvare clienti ed amici, ma allo stesso di sventare la rapina, si vede costretto ad uccidere i due balordi.

Dichiarato e considerato un eroe nazionale, diviene però anche un bersaglio per i media, al punto che la sua faccia è su tutti i giornali e la sua tranquillità non è che un ricordo.  Tom cerca di tornare alla vita normale di tutti i giorni, ma nel frattempo in città è arrivato un uomo misterioso e molto pericoloso (Ed Harris), un esponente della malavita organizzata, che crede di aver riconosciuto in lui l’uomo che anni prima l’aveva sfregiato irrimediabilmente facendo poi sparire le proprie tracce. Tom deve affrontare non solo il problema della violenza, della confusione e del dilemma dell’ identità, ma deve fare i conti anche con la celebrità.Qualunque sia il suo passato, ora Tom Stall deve lottare di nuovo per difendere la propria famiglia.

Immagini

David Cronenberg

La Critica

La violenza non è diabo-licamente nascosta nella normalità, ma è «nor-male». Una storia di violenza è l'esercizio dell'inclusione nell'incubo del quotidiano, perfino quello di una famigliola felice, perfetta che vive in una cittadina del Midwest (anche se il film è girato in Canada) decorata con tutte le segnaletiche folk del genere, a cominciare dal diner, centro di ristoro della comunità, luogo familiare, rassicurante. Il pericolo non verrà solo da fuori, dallo straniero, e neppure dalle depra-vazioni di provincia come in Twin Peaks. La sua faccia è quella aperta e sorridende di Tom Stall (Viggo Mortensen, Il signore degli anelli) che sarà costretto a fra-cassare la testa e a impallinare due «mostri», appena visti, nel prologo del film, uscire da un motel dopo un orribile massacro, bambina com-presa, pur di non pagare il conto. Senza pudore, Cronenberg forza una struttura di thriller clas-sico, alla Don Siegel, per immettere virus vi-suali e, in un decalage micidiale, passa dalla più rosea delle realtà al mito dell'uomo che si fa giustizia da sé, criminale in quanto Padre, guardiano della sua proprietà e genia.

Mariuccia Ciotta

Da Il Manifesto

"E' un film notevolissimo che scava nella violenza repressa dell'America mo-derna.

David Cronenberg (regista): “Anche se tratto da un fumetto, ho pensato che fosse un thriller interessante perché non è come tutti gli altri. E’ come un film di Hitchcock dove un uomo innocente viene scambiato per qualcun altro da gente senza scrupoli e viene trascinato in un mondo con cui non ha nulla a che fare”.

Dopo aver incontrato Viggo Mortensen al Festiva di Cannes del 2001, Croneneberg ha subito pensato che fosse il ruolo adatto a lui: "Viggo era perfetto, egli non è solo un attore carismatico, ma ha molte altre qualità che mi hanno fatto pensare che fosse adatto ad interpretare un ruolo complesso. E’ un maniaco dei dettagli, cosa che io amo molto, è ossessionato dai particolari, da come il suo personaggio dovrebbe muoversi, parlare e vestirsi".

"Non credo proprio che la gente vada al cinema, veda scene di omicidi e poi esca fuori ad uccidere. Se questo fosse vero, nel mondo non ci sarebbe più nessuno".

"La verità - dice l'autore -  è invece che la violenza pervade tutti i nostri rapporti, fa parte della nostra natura, si mescola con tutto, a iniziare dal sesso. Credo che la violenza venga fuori dall'impossibilità di vivere la realtà che vorremmo. Nonostante tutti i nostri tentativi di evolverci, anche attraverso la tecnologia, la violenza continua ad essere una malattia universale. Coltiviamo tutti il sogno di dominarla, così come quello di raggiungere la pace nel mondo, ma per ora tutto questo resta un sogno".

Josh Olson

Josh Olson (sceneggiatore): Il titolo era molto intrigante, mi suggeriva molte idee, ma il mio punto di vista è stato ciò che potrebbe accadere alla gente reale in questa situazione. E’ uno scenario completamente sbagliato: un uomo deve provare la sua innocenza ad un gruppo di veri criminali.

Ciò che a me interessava della storia, era prendere questa classica famiglia media americana e mettere tutti i componenti in una situazione estrema e mostrare come li avrebbe cambiati e cosa sarebbe accaduto iniettando la violenza nella vita di un’ordinaria famiglia felice. La situazione li costringe a porsi delle domande difficili su di loro e sulla loro relazione, è una cosa che li cambierà per sempre.

In questo film, gli eventi non sono necessariamente come sembrano, e quando le cose iniziano a mettersi male, Tom è costretto a guardarsi dentro, mentre coloro che più gli sono vicini si domandano chi veramente sia. Mortensen aggiunge: Tutto ciò riguarda anche la moglie Edie e un altro lato di lei, come anche riguarda il figlio Jack e un altro lato del suo carattere.

 

Ed Harris

Come la maggior parte degli attori, Ed Harris è entrato nel cast per lavorare con Cronenberg: La ragione per cui volevo lavorare con Cronenberg è perché è un filmmaker, sa quello che sta facendo, ha una propria visione della scena ed è proprio un piacere lavorare con persone che tengono a quello che fanno. Io ero molto interessato a ciò che Cronenberg voleva che venisse fuori da questa storia, una storia semplice ma di un certo livello. David diceva che era molto interessato alla realtà della vita quotidiana e alla differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Fogarty - il suo personaggio – è un mafioso Irlandese di seconda classe che vive a Philadelphia. Quando Fogarty appare sulla scena, non sai cosa pensare, ma capisci che qualcosa deve accadere.

Riflessioni su Cronenberg

Chi è realmente David Cronenberg? Gentile quasi-professore con gli occhiali sul naso o psicotico canadese? Pilota o filosofo? Regista o nemico pubblico? Qualunque cosa sia, affronta la sua arte a testa alta.

Dovremmo tutti essere grati a Cronenberg, che ci illustra, con dettagli grafici, quanto precaria e falsa sia in realtà la condizione umana. Mostrando ciò che non sarebbe mostrabile, parlando dell'indicibile, ci permette di confrontarci con i nostri demoni, di dare un volto ai nostri incubi e di sbirciare nell'abisso, senza andare mai sotto la superficie.

" Dovunque andiate, qualcuno vi osserva; non potete sottrarvi a ciò; non esiste luogo in cui nascondesi; non si sfugge; è tutto un peepshow".

John Costello Dal libro "Tutti i film di David Cronenberg" ed. Lindau

Impreziosito da un paio di superbi cammei (Ed Harris e William Hurt), History of Violence procede come un incubo ad occhi aperti. Per Cronenberg è un'opera quasi minimale, che forse deluderà i fans dei suoi film più visionari; ma che potrebbe segnare una svolta nella sua carriera, il raggiungimento di una più pacata maturità.

Alberto Crespi da L'Unità

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