Una giovane madre in cerca di una casa per
lei e per la sua bambina di sei anni, entra a far parte di una realtà appartenuta
al passato di una bambina vissuta in quello stesso quartiere e scomparsa senza lasciare
traccia qualche anno prima. Lumidità dellappartamento e la pioggia abbondante
che circonda la signora Yoshimi Matsubara e la sua bambina Ikuko sono uno sfondo costante
per tutto il film, anche nelle sequenze che introducono la triste storia dellaltra
bambina, abbandonata a sé stessa e morta tragicamente.

Yoshimi
apprende di questa vicenda quando tornando a prendere la figlia allasilo, si accorge
che a causa del suo enorme ritardo, la bambina non cè più, e in quel momento la
colpisce una fotografia, su di un volantino, di una bambina scomparsa, della stessa età
della sua, il cui viso si riconosce appena, quasi cancellato dallacqua e dal tempo.
Disperata, corre per le strade in cerca di sua figlia, che ama più di ogni cosa e a cui
ha dedicata tutta la sua vita. La vede camminare per strada con il suo ex-marito e padre
della bambina, con cui ha conservato dei pessimi rapporti e la riprende con sé dopo un
furioso alterco. In realtà ella è stata costretta a cambiare appartamento e a cercare un
lavoro per poter mantenere lei e la piccola perché lex-marito vuole ottenerne a
tutti i costi laffidamento, ricorrendo anche a metodi sleali, informando il giudice
che Yoshimi in passato aveva avuto bisogno di cure psichiatriche, a causa del suo
precedente lavoro.

Dopo aver
ritrovato la figlia, la signora Matsubara le compra per strada dei fuochi dartificio
e assieme tornano a casa. Lappartamento, inizia a rivelare qualcosa di strano,
quando dellacqua inizia a scendere dal soffitto ormai macchiato dallumidità.
Madre e figlia vanno sul tetto delledificio per accendere i fuochi dartificio,
quando la bambina ritrova una borsetta rossa, la stessa borsetta rossa che aveva già
trovato nei giorni precedenti, e che era stata gettata nei rifiuti dal portiere dello
stabile. Spaventata da quel oggetto, che indubbiamente doveva appartenere ad una bambina,
e suggestionata dalle accuse rivoltele dal marito, di avere problemi nervosi, la afferra e
la getta via nella spazzatura, con le sue mani. Yoshimi è una donna fragile ma coraggiosa
allo stesso tempo, che intuisce il pericolo che incombe su di loro,
ma non ha la
capacità di sottrarsi ad una terribile sorte, che ella percepisce attraverso le visioni
degli ultimi istanti della vita della bimba morta, che compaiono poco alla volta, man mano
che si creano delle similitudini tra le due bambine, con lo sfondo sempre grigio di
pioggia e unatmosfera intrisa di tristezza.
Il primo
contatto di Ikuko con il fantasma è nel corridoio dellasilo, ma gli spettatori
vedono soltanto dei piedini che si avvicinano alla bambina, e che dal pavimento inizia a
fluire dellacqua. I passi leggeri della bambina morta fanno tornare subito alla
mente lincedere tanto infantile quanto inquietante che introduceva le spettrali
apparizioni della fanciulla di Operazione pauradi Mario Bava, conosciuto anche
come Kill, baby, kill!, manifestazioni che erano premonizioni di morte
prossima e certa.

Ikuko viene rinvenuta priva di
sensi e completamente bagnata, ma non è in grado di raccontare ciò che ha visto, ha la
febbre alta e non ricorda nulla. La bambina negli ultimi giorni è diventata sempre più
strana ed ha anche unamica immaginaria e sua madre è molto preoccupata, ma, mentre
razionalmente attribuisce le difficoltà di sua figlia alla separazione matrimoniale, il
suo istinto le dice che lappartamento sopra al suo, da cui continua a scendere
acqua, nasconda qualcosa di funesto.

Mentre accudisce Ikuko, malata
per ciò che le è accaduto, Yoshimi si addormenta e in sogno vede la fine infelice di una
bambina che da sola si avvicina alla cisterna dellacqua che si trova sul tetto del
palazzo, e, per riprendere la sua borsetta rossa, vi cade dentro. Quando si risveglia, dal
soffitto del suo appartamento scende acqua in notevole quantità, la stanza è
completamente inondata e Ikuko non è più nel suo letto. In cerca della figlia, si
precipita nellabitazione al piano di sopra, totalmente allagata con lacqua che
cade anche dalle pareti. Stanca delle condizioni in cui si trova il suo appartamento,
rovinato dallacqua, e i cui rubinetti rovesciano acqua sporca e capelli, e
preoccupata per la bambina, Yoshimi è decisa a trovare un'altra casa, ma il suo avvocato
glielo sconsiglia, temendo ripercussioni sulla decisione del giudice per
laffidamento. Il giovane avvocato offre loro il suo aiuto, e dopo aver segnalato lo
stato di degrado delledificio allamministratore incaricato, e dopo aver
ottenuto la riparazione dellappartamento della signora Matsubara, la tranquillità
emotiva sia della madre che della figlia sembra ristabilirsi, al punto che la piccola è
di nuovo entusiasta allidea di tornare allasilo. Felice di questa decisione
Yoshimi va a prendere la cartella di Ikuko per il giorno dopo, ma quando la apre, trova
ancora una volta la borsetta rossa.

Di nuovo in
preda al panico, si arrampica sulla cisterna, e dopo essersi accorta di essere ormai in
balia dello spettro, torna indietro per salvare la figlia, che sta per essere risucchiata
nella vasca dallacqua torbida che esce dai rubinetti della sua casa.
Yoshimi
incontra il fantasma della bambina annegata, mentre cerca di proteggere la sua Ikuko,
nellascensore. Ormai lacqua è dovunque. In un angolo dellascensore
compare lei, il volto è terrificante, anche se i tratti non si distinguono perché è
quasi totalmente ricoperto di melma, e il suo abbraccio mortale non ha più nulla di
quella bimba innocente che camminava da sola sotto la pioggia, abbandonata da sua madre.
Pur di proteggere Ikuko dallorribile spettro, Yoshimi si lascia uccidere,
sacrificando così la sua vita per la sua bambina.

In un ultimo,
malinconico incontro tra madre e figlia, quando Ikuko ha ormai sedici anni e torna in quel
palazzo spinta dalla curiosità di rivedere quei luoghi, Yoshimi le dimostra ancora una
volta il suo amore, prima di scomparire per sempre e prima ancora che lagghiacciante
creatura alle sue spalle possa farle del male.
Efisia
Durante una cupa notte piovosa, prima di
abbassare la serranda, provate a guardare attraverso i vetri gocciolanti della vostra
finestra. Cosa vedete ?Assolutamente niente che possa attirare la vostra attenzione., La
strada e' deserta e il silenzio e' interrotto solo dal fragore dei tuoni. Decidete così
di andare a dormire. Ma casualmente i vostri occhi si posano su una strana macchia, una
fastidiosa infiltrazione d'acqua che opprime il soffitto della vostra cucina.. Di per sé,
e' questa una situazione ordinaria che probabilmente sara' capitata a molti di voi.
Controllate la macchia, ponete un catino che possa raccogliere le poche gocce che scendono
giù e vi dirigete verso la camera da letto. Ma come reagireste se proprio li', in fondo
al corridoio, nella penombra, vi apparisse il triste fantasma di una bambina che vi fissa
e avanza lentamente verso di voi ? Che nessun mortale abbia in sorte un simile pauroso
avvenimento...

Dark Water, tratto da un
racconto di.. i Suzuki Koji (lo Stephen King giapponese) e' un film che ci mostra
l'altra faccia di un genere, quello horror, di solito, sposato fedelmente con lo
spargimento di sangue, un comodo veicolo di immagini esplicite che finisce per svuotare la
vera essenza dell'immagine stessa. Qui invece l'elemento della morte e' l'acqua..Nakata
Hideo rinuncia alla tentazione della consueta giostra visiva e opta per un 'opera che
riesce a coinvolgere e spaventare lo spettatore anche con scene di ordinari avvenimenti
domestici.
La lenta ma continua crescita di
una macchia causata dalle continue e inspiegabili infiltrazioni d'acqua, sta a significare
la resa definitiva delle pareti/vita, destinate a soccombere davanti ad una mortale e
oscura minaccia. L'apparizione del fantasma della bambina, ci ammonisce sull'inutilità'
di ogni sforzo prodotto nel tentativo di sottrarsi al proprio destino e ci ricorda che
non si può sfuggire al suo abbraccio mortale... Alcuni aspetti del film ricordano, il
capolavoro di Mario Bava, Operazione Paura ( 1966 ), conosciuto all' estero con il titolo
Kill Baby Kill. Infatti nel film del regista italiano, l'inquietante fantasma di una
bambina ,appariva alle persone prossime a morire. Inoltre in Dark Water come in Operazione
Paura sono presenti alcune immagini che ci mostrano l'incedere della bambina, inquadrata
solo nelle sue scarpine. Queste similitudini non screditano il film di Nakata Hideo ma
confermano ancora una volta, l'innegabile influenza che Mario Bava, ha avuto e continua ad
avere su molti registi di film horror del passato e del presente.
Witchfinder