Il film è basato sulla vera
storia di Andrej Chikatilo (qui si chiama Andrej Romanovic Evilenko,
dall'inglese Evil= il male), che molestò e uccise brutalmente più di 50
persone tra donne e bambini, in Russia e in Ukraina. All'epoca i sistemi
di investigazione russi erano alquanto arcaici, così incontrarono delle
enormi difficoltà per scoprirlo e catturarlo, anche perché i delitti non
potevano essere pubblicati per timore di scene di panico e di imbarazzo.
Le vittime presentavano tutte dei segni particolari di ferite da taglio
intorno agli occhi. Da questa storia, David Grieco un giornalista che
seguiva il processo, ha tratto spunto per il suo romanzo "Il comunista che
mangiava i bambini", ed in seguito per la realizzazione del film.
David Grieco (regista):
L’incubo è cominciato tanti anni fa, nel ’92 quando per
caso una notte ho visto in televisione un signore, che si chiamava Andrej
Romanovic Chikatilo che veniva su da una scala ed entrava in un tribunale
pieno di donne piangenti. Una voce diceva: questo signore è un
intellettuale, un insegnante di scuola e ha ammazzato 55 bambini. Io non
so come, ma due giorno dopo stavo a Rostov. (Rostov , 10 maggio 1992)
Ho capito che era un malato di mente, uno schizofrenico e
che in qualche modo la sua malattia coincideva con il declino del
comunismo.
Andrej Romanovic Chikatilo:
"Siamo stati cresciuti con l’idea che il sesso fosse dannoso, che dovevamo
lavorare nell’industria, costruire il comunismo. E tutto questo si è come
depositato nella mia mente".
Ero partito per fare un film, ma quando sono tornato ho
deciso di scrivere un romanzo. Il romanzo s’intitola “Il comunista che
mangiava i bambini” e il personaggio è Evilenko. Il film è stato
realizzato dieci anni dopo a Kiev.
Gli alberi sfilavano veloci ed uguai alla luce del
finestrino, quel ragazzino aveva con sé i libri di scuola. Erano già le
dieci passate, troppo tardi per entrare in classe, troppo presto per
uscirne.

Il lavoro che ha fatto
Nello Giorgetti è stato abbastanza incredibile perchè ha fatto diventare
la scenografia più sovietica di qualunque immaginazione sovietica e devo
dire che anche gli ucraini che sono stati qui e hanno lavorato a questo
ambiente sono rimasti sorpresi.
Malcom McDowell (attore):
Onestamente non sapevo proprio come interpretare la parte,
non ne avevo la più pallida idea. Mi ricordo che provavamo la camminata e
improvvisamente ci sono riuscito, come la camminata di uno strano uccello
con addosso le manette.

Ronald Pickap (attore):
Il contenuto di questo film è pericoloso. Ogni storia che
parla del male, come questa, ci dice come lo definiamo e come ci
comportiamo in sua presenza. Sono proprio convinto che sia necessario
affrontare un tema come questo, proprio come Shakespeare abbraccia la natura
del male nel Macbeth.
Mario Cotone (produttore):
Quando Davide mi ha
fatto leggere questa storia, devo dire che sono rimasto subito colpito.
Alle volte quando la sceneggiatura non è molto bella o non ti prende, io
la leggo in tre giorni, questa l'ho letta tutta d'un fiato e anche quasi
con il dispiacere che stava finendo. Senti che il racconto è ancora così
vivo e le pagine si assottigliano.
Fabio Zamarion (direttore della fotografia):
La scelta fotografica
apparentemente è molto realistica, ma in realtà non lo è. La fotografia in
questo film ha avuto un enorme rilievo, i due attori protagonisti hanno
una presenza scenica tale... McDowell è una persona straordinaria, ma
anche Marton
Csokas
era incredibile come
presenza scenica.
Gran parte del testo è
tratto dal documentario "Dossier Evilenko" trasmesso il 2 gennaio 2004 da
SKY CINEMA MAX.