Alla
fine del diciottesimo secolo in un villaggio della Spagna arriva un
mendicante (Richard Wordsworth) in cerca di carità. Direttosi al castello
dei Siniestro, interrompe il banchetto nuziale del malvagio marchese
(Anthony Dawson). Avendo offeso il marchese, viene condotto nelle prigioni e
lì dimenticato. Curato dal carceriere e dalla figlia muta di quest'ultimo
(Yvonne Romain), qualche anno dopo, il mendicante è diventato quasi un
animale folle e la ragazza una serva del castello.Dopo il tentativo di
fuggire alle avances del marchese, viene gettata nella cella del mendicante
e viene violentata da lui. Una volta liberata, uccide il marchese e fugge
nella foresta dove resterà per alcuni mesi vivendo come un animale. Trovata
da uno scrittore, Don Alfredo Carido (Clifford Evans), è accolta nella sua
casa dove si scopre che è incinta. Dopo aver partorito un maschietto,
proprio nel giorno di Natale, muore poco dopo. Il
bambino, Leon, viene
allevato da Don Alfredo e dalla sua governante, Teresa. Ben presto essi
scoprono che il giovane Leon (Oliver Reed) è un licantropo, colpito da un
guardiano dopo numerose uccisioni tra il bestiame. Ma soltanto l'amore può
curare questa strana malattia, e il giovane Leon nel frattempo cresce sano,
senza ulteriori incidenti. Trovato un lavoro, lascia la casa e si innamora
della figlia del suo datore di lavoro, Cristina (Catherine Feller), già
promessa sposa ad un nobile della zona. Ella però, nonostante il suo amore
per Leon, non ha il coraggio di disdire il matrimonio temendo l'ira del
padre. Rifiutato e per questo depresso, Leon torna ad essere un licantropo,
e riprende ad uccidere. La polizia scopre un suo indumento addosso ad una
delle sue vittime, una prostituta, e lo arresta. Non essendo in grado di
spiegare alle autorità quale fosse la sua terribile maledizione, di notte si
trasforma di nuovo, e fugge dalla prigione. Braccato dagli abitanti del
villaggio, viene spinto sul campanile, dove Don Alfredo lo uccide
sparandogli con un proiettile d'argento.
Tratto dal romanzo di Guy Endore
"The werewolf of Paris", fu ambientato nella Spagna del diciottesimo secolo
per poter sfruttare set già utilizzati dalla Hammer per la produzione di
altri film sull'inquisizione spagnola come The inquisitor
e The legion of decency. L'idea originale
del produttore, Anthony Hinds, era abbastanza diversa dalla pellicola
finale, iniziando con l'anziano Don Carido che teneva una lezione sui lupi
ad alcuni studenti di zoologia e apportando delle leggere sfumature alla
trama.Il film ha un tema impegnativo, unendo in modo sottile il sesso con
l'orrore, in particolare per quanto riguarda l'episodio del concepimento di
Leon, in cui la serva muta viene selvaggiamente stuprata dal mendicante(che
mostra la dentatura). La pellicola venne attaccata duramente dalla critica,
a tal punto che lo stesso produttore fu costretto a protestare. Dopo aver
subito parecchi tagli, il clima e la fluidità creati da Fisher erano
completamente distrutti, così, purtroppo, il film non riscosse un grande
successo.
THE DAMNED
(1963)
DI
JOSEPH LOSEY
Simon Wells (MacDonald Carey), uno scontento assicuratore americano
in vacanza in Inghilterra, dà un passaggio ad una ragazza (Shirley Ann
Field) sul lungomare del Weymouth.Ella comunque non è altro che un richiamo
per una banda di teddy-boys motociclisti, capeggiati dal sadico fratello di
lei, King (Oliver Reed), che lo picchia selvaggiamente e lo deruba. Più
tardi viene trovato da due militari appartenenti ad una specie di progetto
segreto e viene riaccompagnato all'hotel per pulirsi. Lì gli viene
presentato Bernard, il capo-progetto, e Freja, una scultrice. Il giorno
seguente la ragazza del
passaggio si reca a fare visita a Simon sulla sua
barca e si presenta come Joan, ma di nuovo compare la banda di teppisti e
allora Simon prende il largo con la barca. Furioso e geloso King li aspetta.
Quando tornano a riva, si nascondono per un po' nel cottage di Freja, ma
vengono scovati dalla banda e spinti verso il quartier generale del
progetto. Dopo aver saltato il recinto di filo spinato, scatta l'allarme e
le guardie circondano i ragazzi della banda, ma King riesce a scappare e
spinge Simon e Joan sul bordo della scogliera, da dove saltano giù nel mare.
Vengono soccorsi da un gruppo di bambini dal sangue freddo e poi portati nel
loro rifugio segreto sotterraneo, scavato nella roccia. Nati da madri morte
per essere state esposte a radiazioni, sono anch'essi radioattivi e sono
cresciuti nell'ambito del progetto di Bernard che intendeva creare degli
individui capaci di sopravvivere alle esposizioni radioattive conseguenti ad
un'inevitabile guerra nucleare. Bernard fa tutto il possibile per far uscire
i tre adulti, ma essi sono stati già contagiati dalle radiazioni.
Terrorizzati dall'esperimento, scappano con i bambini verso la scogliera
vicino al cottage di Freja, ma arrivano i militari, che ricatturano tutti i
bambini tranne uno, che riesce a scappare assieme a King sulla Jaguar di
Freja. Durante l'inseguimento, però, Bernard spinge King ormai morente a
saltare giù dal ponte su un fiume e recupera il bambino; nel frattempo
lascia che Simon e Joan fuggano con la loro barca, sapendo già che anch'essi
devono morire. Poi chiede a Freja di dimenticare tutto ciò che ha visto, ma
al suo rifiuto, è costretto ad uccidere anche lei per mantenere l'orribile
segreto.
La prima parte del film scorre
molto lentamente e serve piuttosto ad introdurre i personaggi: Joan e le sue
relazioni superficiali, l'uomo che vuole essere suo amante e il fratello di
lei con la sua insana gelosia. La seconda parte invece diventa più
interessante soprattutto quando viene introdotta la parte riguardante i
bambini e il mondo costruito per loro da Bernard, data la loro impossibilità
ad avvicinarsi a dei corpi caldi. Mentre King definisce tristemente i
bambini "veleno", è commuovente la loro gioia intensa derivante dal toccare
per la prima volta un corpo caldo. La Hammer trovò molte difficoltà a
lavorare con Losey, al punto che alla fine delle riprese, non essendo
soddisfatta ordinò a Losey di girare un'altra scena in cui venisse chiarito
il rapporto tra King e sua sorella. In Inghilterra ci vollero 18 mesi prima
che il film venisse proiettato, assieme ad un'altra produzione,
Maniac, ma la pubblicità era rivolta piuttosto alla
banda di motociclisti, facendo passare in secondo piano il tema scientifico.
Dopo il tormentato lancio in America il film fu consegnato alle cripte della
Columbia. Nel 1964 vinse il "Golden Asteroid", il premio della seconda
edizione del Trieste Film Festival della Fantascienza, così emerse
finalmente in America nell'estate del 1965, come supporto a
Ghenghis Kan.
THE
PHANTOM OF THE OPERA (1962)
IL
FANTASMA DELL'OPERA
DI
TERENCE FISHER
La
Opera House di Londra è tempestata da una moltitudine di eventi misteriosi e
di incidenti. Soprattutto alla rappresentazione di una nuova opera, il
"Saint Joan" di Lord Ambrose D'Arcy, si verifica una chiusura drammatica e
prematura, quando un operaio del palcoscenico, appeso per il collo salta sul
palcoscenico. Dopo le dimissioni della prima Donna, si presenta per il posto
Christine Charles (Heather Sears), una cantante dalla voce molto raffinata,
che viene subito assunta e invitata a cena dallo stesso D'Arcy, ma una voce
misteriosa nel suo camerino le dice di non andare. In seguito, dopo essersi
salvata dalle avances di D'Arcy, con l'aiuto del produttore Harry Hunter
(Edward De Souza), la ragazza gli racconta dello strano episodio della voce
e assieme tornano all'Opera House per indagare. Intanto un nano sinistro
uccide un cacciatore di topi, e quando Harry va a vedere cosa è successo, il
fantasma compare di fronte a Christine, che grida terrorizzata, ma il
fantasma sparisce prima del ritorno di Harry. Il giorno seguente D'Arcy
licenzia Christine e Harry, indignato, presenta le dimissioni; ma nel
frattempo nella stanza di Christine salta fuori un vecchio manoscritto,
parte del "Sain Joan", appartenuto al professor Petrie ( Herbert Lom), morto
in un incendio in una pubblica editoria. Harry e Crhistine passano una
serata romantica, ma quando lei torna a casa viene rapita dal nano e
portata nei sotterranei del teatro, nella tana del fantasma. Il fantasma le
dice che vuole insegnarle a cantare e inizia con le sue lezioni, ma Harry,
sentendo il suono della voce della ragazza, arriva sul posto. Dopo una breve
colluttazione con il nano, egli si ritrova davanti al fantasma, che gli
racconta la sua triste storia. Egli non è che il professor Petrie, che in
buona fede si era rivolto a D'Arcy perché lo aiutasse a fargli
pubblicare la sua opera. Quando si era accorto chi questi stava facendo
pubblicare il manoscritto a nome suo, il professore era entrato
nell'editoria per bruciarlo, ma avendo scambiato un acido per acqua, gli era
schizzato nel volto sfigurandolo orribilmente. Fuggito nella notte, si era
lanciato nel fiume ed era stato salvato dal nano, che lo aveva nascosto. Al
calare della notte, il fantasma si presenta a D'Arcy e si toglie la maschera
davanti a lui e dopo uno spettacolo elettrificante, il fantasma torna nella
sua maschera con le lacrime che gli scendono dagli occhi. Intanto il nano
cacciato dagli operai del palcoscenico salta sul lampadario staccandolo. Il
fantasma si strappa la maschera e si lancia sul palcoscenico per salvare
Christine dal lampadario, rimanendo schiacciato egli
stesso.
Il fantasma dell'opera si
rivelò un vero disastro per gli incassi della Hammer: la critica sosteneva
che non era abbastanza spaventoso. La Hammer aveva una reputazione da
sanguinaria e questo era ciò che la gente si aspettava, così la casa
cinematografica decise di proiettarlo ugualmente, ma presentandolo come una
tragica storia d'amore. L'interpretazione del fantasma di Herbert Lom è
molto interessante, ma non riesce a raggiungere la perfezione della
precedente interpretazione di Lon Chaney. Una mancanza importante del film
di Fisher sta nelle scene in cui il fantasma si toglie la maschera, che
mancano di intensità, cosa che non si può rimproverare al fantasma di Lon
Chaney, nonostante che si tratti di un film muto. In una delle due scene
infatti, D'Arcy strappa via la maschera, ma il fantasma ci volge le spalle,
quindi noi non vediamo il suo volto sfigurato, ma soltanto il terrore in
quello di D'Arcy. Nell'altra, anche quando il volto è visibile, lo
spettatore resta deluso dal trucco molto leggero. Il cast invece risulta
molto competente, sia Herbert Lom che Heather Sears riescono ad infondere il
giusto pathos ai loro ruoli.
DRACULA (1958)
DI
TERENCE FISHER
Johnaton Harker (John Van Eyssen) arriva al castello di Dracula
spacciandosi per il nuovo bibliotecario: la sua intenzione è quella di
distruggere il conte, ma prima che riesca a farlo, prima è sedotto da una
giovane vampira e poi è attaccato da Dracula. Indebolito dal morso della
vampira, egli trova l'alloggio di Dracula, dove elimina la donna prima di
affrontare l'attacco finale del conte. Il suo collega ed amico, il dott. Van
Helsing (Peter Cushing) arriva al castello quando Dracula è già partito e
trova il corpo dell'amico che giace nel sarcofago del conte. Così Van
Helsing porta la notizia della morte di Harker alla sua fidanzata, Lucy
(Carol Marsh) e al fratello e alla cognata di lei, Arthur (Michael Gough) e
Mina (Melissa Stribling) Holmwood. Intanto Dracula vuole vendicarsi di
Harker, sostituendo la vampira che lui ha ucciso con Lucy. Nonostante
l'intervento di Van Helsing, quindi, Lucy muore e Arthur si rende conto
della terribile realtà, quando assieme a Van Helsing affronta Lucy fuori
dalla sua tomba. Dopo averle conficcato un paletto nel cuore i due cercano
un piano per annientare Dracula. Nel frattempo Dracula continua la sua
vendetta e seduce Mina. Quando Arthur le porge una croce, ella reagisce come
se le bruciasse, e Van Helsing capisce tutto. Quella stessa notte, come si
allontanano da lei, riappare Dracula che di nuovo la seduce, ma riescono a
salvarla con una trasfusione di sangue. Dopo aver scoperto la bara vuota di
Dracula in cantina, Van Helsing infine si scontra con lui nella biblioteca e
strappa le tende della stanza, che si illumina della luce della mattina. Con
una croce fatta con due candele , Van Helsing riesce a spingere Dracula
verso un raggio di luce che lo riduce finalmente in
cenere.
Il primo film tratto dal romanzo
di Bram Stoker è Nosferatu di F.W.Murnau, realizzato
nel 1922, ma la storia era leggermente diversa ed ambientata a Brema.
Successivamente, nel 1927, la storia venne adattata alle scene teatrali e
rappresentata prima a Londra e poi a New York, dove il ruolo di Dracula era
interpretato da Bela Lugosi. Nel 1930, poi, la Universal comprò i diritti
dalla vedova di Stoker e realizzò Il film Dracula
utilizzando proprio Lugosi nel ruolo principale. Dopo molti mesi di
negoziazione, venne stipulato un lunghissimo ed intricato contratto tra la
Universal e la Hammer in cui si cedevano alla Hammer i diritti di realizzare
una propria versione. Il produttore Anthony Hinds decise di riproporre la
stessa squadra vincente di The curse of
Frankenstein, tra cui Peter Cushing e Christopher Lee, ma gran
parte dell'atmosfera gotica della versione della Universal era dovuta, non
al cast, ma ai superbi scenari del set di Bernard Robinson, ricavati con
effetti speciali in piccolissimi spazi. Comunque, il 5 novembre iniziarono
le riprese che portarono alla più raffinata produzione della Hammer.
Indimenticabile l'entrata di Dracula, creata dalla suggestione dello stesso
Christopher Lee, mentre Harker si volta a guardare avvertendo la presenza
del conte. Subito dopo Dracula si avvicina e man mano che entra nel primo
piano le ombre spariscono per dare spazio ad un bell'uomo, distinto, che si
scusa con Harker per non essere arrivato prima. Fisher, poi, gioca con il
suo pubblico presentando Dracula con un aspetto normale, mettendo
apparentemente in secondo piano la principale caratteristica del vampiro, e
cioè i suoi denti, per ottenere un forte impatto nella scena della
biblioteca in cui Dracula appare per la prima volta in tutta la sua
mostruosa gloria.