Haruhiko Katô         Kumiko Aso       Kurume Arisaka  

Koyuki       Masatoshi Matsuo      SHOW AIKAWA

KAIRO - PULSE (Jap 2001)

Regia di

Kiyoshi Kurosawa

Michi, una commessa di un vivaio di piante, raggiunge la casa di un suo collega, che da vari giorni non si reca al lavoro. Preoccupata per la sorte di Taguchi, e decisa a recuperare il lavoro svolto dal suo amico, si introduce nella sua abitazione, e mentre è alla ricerca del floppy su cui si trovano i dati a cui è interessata, si accorge che egli è in casa. All'apparenza è sconvolto, sembra malato, ma indica alla ragazza dove si trova il disco che cerca, poi , all'improvviso, entra in un'altra stanza e si uccide, impiccandosi. La ragazza è sconvolta per l'accaduto e racconta anche agli altri colleghi quanto ha visto. Assieme cercano di capire cosa è successo, ma nessuno sa spiegarsi una decisione così assurda e repentina. Sul suo dischetto però trovano una strana foto: lui e la sua stanza, riflessi nel monitor, all'infinito.

 

Nella stessa città, uno studente di economia, Kawashima, decide di effettuare la sua prima connessione ad Internet, ma una volta terminata l'istallazione, il suo browser visualizza automaticamente una strana stanza, con dei personaggi che si muovono lentamente e un messaggio: "Ti piacerebbe conoscere un fantasma?". Il ragazzo è impressionabile, così, preso dal panico, spegne il computer e stacca il cavo della corrente. Una volta tornato all'università, si reca nell'aula di informatica per chiedere a qualcuno una spiegazione di quanto gli è capitato, ma solo Harue, un'assistente, sembra prestare attenzione alle sue parole, e gli spiega cosa fare per individuare quello strano sito web. La ragazza, inoltre, si offre di aiutarlo nel caso in cui non fosse riuscito, ma Kawashima è sempre più terrorizzato, soprattutto dal fatto che il computer si accende da solo e si connette automaticamente sempre allo stesso indirizzo.

Nel frattempo, nello stesso luogo, alcune persone iniziano a comportarsi stranamente, sigillano porte e finestre con del nastro  adesivo rosso, delimitando con esso quella che chiamano la "stanza proibita" e dopo un po' di tempo si suicidano, in preda ad una forte crisi depressiva.

Gli amici di Taguchi non si rassegnano alla sua morte così inspiegabile, e uno di loro si reca di nuovo a casa sua. Scopre così un foglio nascosto con sopra stampato: "The forbidden room". Dopo aver scoperto dove si trova, entra nella stanza proibita, togliendo i sigilli di nastro adesivo rosso e all'improvviso gli appare una figura femminile che cammina verso di lui in maniera scombinata e contorta, e la sua presenza è talmente spaventosa che il ragazzo cade a terra terrorizzato senza avere la forza di reagire. Tornato al negozio, anch'egli inizia a comportarsi in maniera inspiegabile e confida a Michi che ha visto qualcosa di così orribile, che non riesce neanche a descriverlo.

Kawashima incontra un altro studente che, come lui, sembra accorgersi che qualcosa di spaventoso sta per manifestarsi e che a tal proposito ha elaborato una teoria personale, eccentrica, ma orribilmente accettabile: gli spiriti, le anime, hanno scoperto che il loro regno può accogliere bilioni, trilioni di ospiti e può estendersi anche nello spazio, ma sanno anche che la sua grandezza non è infinita. Una volta pieno fino all'orlo, esso da qualche parte deve per forza traboccare, e le anime non hanno altra scelta che filtrare in un altro regno, il nostro mondo. Esse utilizzano la rete Internet per materializzarsi e rendersi visibili attraverso il monitor per poi prendere forma nelle stanze proibite da cui vengono liberate ogni volta che qualcuno apre quelle porte, e da lì si diffondono in tutto il mondo.

Molte persone iniziano a sparire misteriosamente, per poi manifestarsi sotto forma della loro voce che chiede ripetutamente aiuto, ma l'unica traccia che resta di loro è un'oscura macchia sul muro come se fosse la loro ombra. Sembrano malati e terrorizzati, ma il male che li divora è ancor più spaventoso di qualsiasi altra patologia: la solitudine, l'unico spettro capace di logorare anche l'animo di chi si rifiuta con tutte le forze di accoglierlo.

Michi cerca disperatamente di salvare la vita della sua amica, ma è costretta ad arrendersi ad un nemico senza sembianze e, in un altro posto, Kawashima cerca di convincere Harue che non è sola al mondo e che lui si prenderà cura di lei, ma anche Harue si lascia portar via dalla solitudine.

"Mi sono sempre chiesta come fosse la morte sin da quando ero bambina. Sono sempre stata sola, i familiari e parenti erano irrilevanti. Pensavo che dopo la morte si vive felici con gli altri, nell'aldilà, poi durante il liceo, mi è venuto in mente che si può essere soli anche dopo la morte. L'idea era così terrificante... non potrei mai sopportare che con la morte non cambia niente, che resti tutto uguale, per sempre.

I fantasmi e le persone sono la stessa cosa, sia vivi che morti. I fantasmi non vogliono uccidere le persone, perché questo creerebbe altri fantasmi. Essi provano a rendere la gente immortale, intrappolandola nella loro solitudine".

Michi e Kawashima si incontrano per caso e cercano di andare il più lontano possibile, ma anche il ragazzo ormai si è arreso, come tutti gli abitanti della città, come tutti gli esseri viventi della terra.

Le inaspettate e spaventose visite dei fantasmi dell'apocalisse, una tormentata atmosfera di insana solitudine, l'incapacità e l'impossibilità di trovare un rimedio ad una minaccia sconosciuta e mortale: questo è Kairo/Pulse, un horror di notevole spessore che ha dalla sua parte anche il pregio di esplorare tematiche che raramente trovano posto nel genere fantastico. Infatti Kiyoshi Kurosawa, oltre a mostrare le inquietanti e sfuggenti figure degli spettri, si interroga su difficili "temi universali" come l'amicizia, la vita e la morte; da qui il conseguente e significativo doppio effetto.

I personaggi di Kairo, oltre a vivere in un incubo reale, si trovano, all'improvviso, faccia a faccia con la loro coscienza, disturbata e dilaniata da laceranti pensieri che, come fantasmi, infestano le loro menti. I quesiti esistenziali e soprattutto quelli post mortem trovano una risposta che preferirebbero non ascoltare mai. Un'altra curiosa caratteristica è rappresentata dall'evidente giovane età dell'intero cast, che quasi contrasta con quello che possiamo definire senza timore di essere smentiti, un horror adulto e filosofico.

Witchfinder

 

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