MICHAEL BRANDON        MIMSY FARMER       FRANCINE RACETTE

JEAN PIERRE MARIELLE       BUD SPENCER      ORESTE LIONELLO      MARISA FABBRI

 4 QUATTRO MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO (1971)

(Four flies on grey velvet)

Regia di

Dario Argento

 

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PELLICOLE (MAI) PERDUTE

Roberto, batterista di un gruppo musicale, si accorge di essere seguito e spiato ogni sera dopo le prove. Nel tentativo di scoprire chi è quella  persona misteriosa, entra in un teatro vuoto e la raggiunge ai piedi del palcoscenico. L'uomo che lo seguiva, però estrae un coltello e gli intima di andarsene, ne segue una colluttazione, e Roberto uccide il suo assalitore. Nel frattempo in galleria, uno strano pupazzo sorridente gli scatta delle fotografie. Torna a casa, ma alla moglie Nina non dice nulla, il loro matrimonio è in crisi e tra loro c'è solo una cordiale freddezza.

Il mattino seguente assieme alla posta gli viene recapitata la carta d'identità dell'uomo che lui ha ucciso la sera prima e durante una festa trova quelle foto. I suoi sogni non sono tranquilli, una visione ricorrente, di una pubblica esecuzione in una piazza dove la luce è accecante, si blocca sempre nel momento in cui viene la spada si avvicina al collo da decapitare. Si sveglia di soprassalto, sente dei rumori, e quando va a controllare, in cucina lo assale di nuovo il pupazzo, che, minacciandolo con un laccio alla gola, gli dice che ancora non è tempo che lui muoia e che non può avere l'aiuto di nessuno. Quella notte stessa racconta tutto alla moglie che sembra non credergli.

Così va a chiedere aiuto ad un vecchio amico, Diomede, il quale gli consiglia di rivolgersi ad un investigatore privato, un certo Arrosio, personaggio un po' eccentrico e omosessuale, ma simpatico.  Nel frattempo vengono mostrate delle sequenze ossessive, in cui la voce di un uomo grida delle parole mentre scorrono le immagini di un manicomio: "Se ti danno un pugno, restituiscine due! E non comportarti come una femminuccia! Chiaro? Non piangere! Imbecille! Non si deve mai piangere. Io volevo un vero figlio, non un essere rammollito come te! Finirai in manicomio!" La domestica, intanto, venuta a conoscenza di tutta la storia, per caso, decide di tentare il colpo di fortuna, e telefona alla padrone per ricattarla, ma mentre attende sul luogo dello scambio, viene uccisa senza pietà.

Intanto a casa arriva Dania, l'affascinante cugina di Nina. Di nuovo i suoi incubi lo svegliano durante la notte, così si accorge che, chiunque sia, colui che ormai lo tiene in pugno, si è introdotto in casa sua con molta tranquillità. La moglie lo supplica di rivolgersi alla polizia, ma Roberto non l'ascolta, temendo la pena per l'omicidio commesso. Ma Marosi, l'uomo che lui è convinto di aver ucciso, non è morto e si mette in contatto con l'assassino, perchè avendo saputo del vero omicidio della cameriera, non vuole più saperne dell'intera faccenda, ma anche lui viene eliminato brutalmente. Roberto convince sua moglie a trasferirsi dai parenti, restando così da solo con Dalia, con cui inizia una relazione.

L'investigatore svolge le sue indagini e riesce a capire chi è l'assassino, si reca in un ospedale psichiatrico, dove gli confermano che il soggetto soffriva di una forma di paranoia, caratterizzata anche da attacchi di violenza con istinti omicidi che scomparvero improvvisamente dopo la morte del padre. Ma Arrosio non riesce a comunicarlo a Roberto, perchè viene ucciso prima che possa farlo, nel bagno della metropolitana. Stessa sorte capita alla cugina di sua moglie, che forse ha intuito qualcosa. Gli inquirenti cercano di effettuare un esperimento sulla ragazza, per cui è richiesta la presenza di Roberto: l'ultima immagine vista dalla vittima prima di morire, resta per parecchie ore impressa sulla retina, e se riuscissero a vederla anche loro e a fotografarla, potrebbero risalire all'identità dell'assassino.

Nella retina di Dania, però, non c'è un volto, ma quattro mosche. Il musicista si barrica in casa in attesa del suo assassino, quando all'improvviso, entra in casa sua moglie, e mentre la spinge per convincerla ad andare via, per metterla in salvo, il medaglione che lei ha al collo oscilla, disegnando nella retina di Roberto quattro mosche... Ma il condannato nel sogno non è lui.