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Gli horror movies conducono la gente
in quel luogo oscuro in
cui, di solito,
va la mente umana durante i sogni
(Wes Craven)
Luomo nero non è morto ha gli artigli come un corvo fa paura la sua voce prendi subito una croce .
Cappellaccio, maglione a
righe, artiglio dacciaio: Freddy Krueger è il terrore dei ragazzi di Springwood,
tranquilla cittadina americana. Vittime designate dal mostro sono coloro i cui genitori,
ventanni prima, lo linciarono segretamente per vendicare i numerosi bambini da lui
torturati e uccisi.
La
particolarità del film che lo differenzia dagli altri splatter-movies degli anni
80 sta nel campo di azione del mostro. Freddy, infatti, si materializza
soltanto nei sogni, dominio ma anche limbo in cui è stato confinato dopo la morte. Egli
si serve della dimensione onirica come strumento per portare termine la propria vendetta.
Particolare importante è che questa vendetta si consuma sì sui genitori, ma attraverso i
figli, per mezzo dei figli.
Langoscia del film
sta proprio in questo scollamento, in questa incapacità di distinguere il sogno dal non
sogno che ha come conseguenza unestenuante lotta per non addormentarsi, per non
precipitare nellincubo. Freddy fa paura perché non è un mostro esterno da
combattere ad armi pari, non è un qualcosa di alieno o differenziato, ma, essendo
presente nei nostri sogni, è una parte di noi, una realtà soggettiva, un luogo mentale.
Significativa
è larchitettura onirica con cui Craven immagina il regno di Krueger,
unavvicendarsi di scale e scalette, di labirintici passaggi che rasentano il fuoco e
le fiamme della caldaia dove il mostro era stato bruciato vivo. Le fiamme, oltre ad essere
il luogo dove Freddy ha trovato la morte, diventano anche il teatro della sua vendetta,
quindi della sua non vita: è qui che i ragazzi precipitano nei loro incubi per essere
squartati e uccisi..
Le fiamme sono anche
quelle dellInferno che si nascondono dietro alla facciata borghese e perbenista
della middle-class americana, lo scheletro nellarmadio da occultare per mantenere
una maschera di rispettabilità. Così i figli scontano attraverso la morte il peccato dei
genitori, il linciaggio di massa per dare giustizia sommaria a un criminale, atto caduto
nelloblio di cui il Freddy onirico è lunico testimone. È un rimorso
collettivo che viene improvvisamente alla luce portando angoscia e terrore: spesso i
problemi rimossi e non risolti dei genitori possono ripercuotersi sui figli.
La
simbologia delle fiamme, il colore rosso, il fuoco che brucia rimandano anche alle
tematiche del sesso e del peccato. Non a caso i protagonisti del film (e di tutti gli
episodi successivi) sono adolescenti, cioè nella delicata fase di passaggio tra
linfanzia e la maturità. Latto sessuale acquista una valenza di proibizione e
di colpa, dà piacere ma anche orrore, un orrore che non è agito ma sognato.
Freddy compare a Tina nel
sonno, proprio dopo un rapporto sessuale e la comparsa
La sessualità si ricerca
e nel contempo la si fugge: nel sogno le ragazze inseguono Freddy, strisciando in
claustrofobici tunnel e cunicoli, ma quando lo raggiungono corrono via urlando
terrorizzate.
Viene da chiedersi quale
sia la vera identità di Krueger e che cosa in fondo rappresenti. Verso la fine del film
il protagonista parla di una credenza dellisola di Bali, riportata dal Libro
dei Sogni. Quando un abitante dellisola si trova davanti un mostro e non sa
come reagire, gli volta le spalle e il mostro sparisce. Non fa altro che privarlo
dellenergia che lui stesso gli aveva fornito.
Il mostro Freddy esiste
in quanto noi stessi lo facciamo essere, gli diamo potere attraverso le nostre paure e
insicurezze legate alliniziatico percorso di ogni adolescenza. Krueger può essere
sconfitto soltanto strappandolo dalla dimensione onirico-fantasmatica e proiettandolo
allesterno, nel reale, dove avrà perso tutta la sua consistenza e potere.
Ti conosco troppo
bene ( e dunque non mi fai più paura) urla la protagonista al mostro, dopo essere
riuscita a catapultarlo fuori dal suo sogno. Nancy è diventata grande, passando
dal regno dellonirico/rimosso a quello della realtà/coscienza.
Tulip |
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