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"... Fra meno
di un'ora saranno sei mesi che abbiamo lasciato Cape Kennedy, sei mesi
nei profondi spazi, questo secondo il nostro tempo. Ma visto che
viaggiamo alla velocità della luce, la terra è invecchiata di 700 anni
da quando siamo partiti, invece noi giusto di sei mesi. Certo è che se
è vera la teoria, gli uomini che ci hanno spedito quassù sono morti e
sepolti da un pezzo. Voi che mi state ascoltando ora sarete una razza
diversa e spero che sia migliore. Io lascio il 20° secolo senza alcun
rimpianto, ma c'è un'altra cosa, non è niente di scientifico, è
puramente personale: visto di qui tutto mi sembra così diverso, il
tempo, lo spazio, qui perdono di significato. L'individualità è
annientata, io mi sento solo. Però ditemi, l'uomo, quella meraviglia
dell'universo, quell'ineffabile paradosso che ha spedito me sulle
stelle, fa ancora la guerra contro i suoi fratelli? Lascia morire di
fame i figli del vicino?"


Termina così
il viaggio del gruppo di astronauti al comando del capitano Taylor
(Charlton Eston), partiti dal pianeta Terra nel 1972. Quando si
risvegliano, dopo un atterraggio d'emergenza, sono costretti ad
abbandonare la nave e a cercare acqua e cibo su un pianeta a loro
sconosciuto. Dopo aver camminato per giorni nel deserto, riescono a
trovare una zona folta di vegetazione e ricca di acqua, ma qui
scoprono anche di non essere soli, essendosi imbattuti in un gruppo di
uomini che dall'aspetto e dai modi mostrano uno stile di vita del
tutto primitivo. Assaliti da un gruppo di scimmie armate e spietate,
Taylor e i suoi due compagni di viaggio cercano di fuggire, ma lui
stesso viene ferito, uno preso prigioniero e l'altro ucciso. Si rende
conto, così, di essere capitato in un mondo segnato da un' evoluzione
inversa, dove le scimmie hanno una cultura progredita e gli uomini
sono poco più che bestie, trattati come bestie. Affidato alle
cure della dottoressa Zira (Kim Hunter), una scimmia psicologa, riesce
dopo qualche sforzo a dimostrarle di essere diverso da tutti gli altri
uomini di quel pianeta, e che a differenza loro, sa parlare, leggere e
scrivere, sa ragionare. Zira entusiasta dell'importanza di
questa scoperta scientifica, coinvolge anche Cornelius (Roddy Mc
Dowell), uno scienziato archeologo promotore di teorie ardite
sull'origine della loro specie; ma quando i due cercano di mostrare le
loro prove al prof. Zaius (Maurice Evans), vengono accusati di eresia
e processati per le loro teorie scientifiche.



"L'Onnipotente creò la scimmia a sua immagine e somiglianza, le
dette un'anima e una mente e la volle separata dalle bestie della
foresta e la fece padrona del pianeta. Sacre verità che sono di per sé
manifeste."
Zira e
Cornelius, convinti invece che esse siano fondate, liberano Taylor e
la sua compagna Nova (Linda Harrison), riuscendo così a salvarlo dalla
lobotomia e da altre sevizie, e tutti assieme si dirigono verso la
Zona Proibita, luogo dove alle scimmie è proibito avvicinarsi. Proprio
lì vicino si trova la caverna dove Cornelius afferma di aver trovato
segni di una civiltà più antica della loro. Raggiunti a loro volta dal
prof. Zaius decidono di entrare lì per verificare tali prove. Si
tratta di una vecchia bambola umana parlante, di un paio di occhiali e
di una valvola meccanica cardiaca. Taylor subito capisce che doveva
esserci stata una civiltà umana precedente a quella delle scimmie, e
comunque molto simile a quella degli uomini del suo pianeta, e decide
di proseguire il suo cammino nella zona proibita, nonostante il monito
di Zaius. In realtà non si rende conto di quale terribile scoperta lo
attenda, fin quando non si trova davanti il fantasma della Statua
della Libertà, immersa per metà nella sabbia. New York, è tornato
sulla Terra!










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