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Ci sono
occasioni a cui si ha la sensazione di non poter mancare. Una di queste è il festival
Fantàsia, libri oltre il possibile. La manifestazione, che si è tenuta
dall11 al 14 aprile, comprendeva numerosi appuntamenti davvero ghiotti per gli
amanti del fantasy e del mistero, tra cui dibattiti e incontri a cura della Società
Tolkieniana, la proiezione in lingua originale di The Lord of the Rings,
mostre di fumetti e esibizioni live di giochi di ruolo, incontri con sceneggiatori e
scrittori dellimmaginario.
La cornice ha notevolmente contribuito ad accrescere
il fascino della manifestazione: Verona la città scelta da Shakespeare per la sua opera
più conosciuta, Giulietta e Romeo, ed il palazzo ospitante, Palazzo della GranGuardia,
che fronteggia uno dei luoghi cult per la musica lirica estiva: lArena. Verona bella
e romantica per quattro giorni si è trasformata in misteriosa ed immaginifica.
Ma la parte più interessante è stato
Fantastico Poe il convegno internazionale su uno scrittore che ritengo
imprescindibile non soltanto per i fans sfegatati di letteratura horror, ma per gli amanti
della letteratura in generale.
La scrittura di Poe esercita, su chi è disposto a
lasciarsi suggestionare, un fascino molto forte; lo posso testimoniare io stessa che ho
avuto il mio primo incontro col caro Eddy quando frequentavo ancora le medie.
Ricordo quel volume Gli assassinii della Rue Morguee il modo in cui mi aveva
stregato dallo scaffale di una polverosa biblioteca scolastica. Sarà stato il profumo
delle pagine o il titolo intrigante, tantè che avevo subito deciso che sarebbe
stato mio, in mezzo a chi mi guardava come
una pazza pensando che entro15 giorni avrei dovuto portarne la relazione.
La parola chiave del convegno, come di tutto il
festival, è stata limmaginazione, che
costituisce in fondo la cifra stilistica della poetica dello scrittore. Gli interventi,
curati da docenti universitari italiani e stranieri e da scrittori e giornalisti, si
muovevano lungo quella sottile linea dombra che separa la letteratura
dallantropologia, dalla poesia, dal cinema, dalla musica
Gli scritti più citati e elogiati sono stati Gordon
Pym e Berenice.
Gordon Pym, unico romanzo dellautore, possiede
secondo Rubeo (Università di Roma) una struttura che tende ad annientare il lettore.
Il narratore è infatti una persona che scrive
di se stesso a dieci anni di distanza dal suo viaggio e che instaura col suo attore (il se
stesso del passato) un rapporto contorto. Il Pym attore diventa perciò vittima
dellironia e della mancanza di scrupoli del Pym narratore in un rapporto che,
aggiungo io, assume tratti schizofrenici e masochisti. La cronaca del viaggio, dunque, se
da un lato dà verosimiglianza al testo, dallaltro lo mantiene sempre sullorlo
del paradosso, gli toglie credibilità: provate infatti a immedesimarvi in un personaggio
che è bersaglio dello scrittore e pure di se stesso!
Eppure, come dice Roland Barthes,
The thing does work, ovvero: se chi legge è
riuscito a sopravvivere per 25 capitoli senza mai smettere, ciò significa che le cose
funzionano. Così il Gordon Pym viene definito scherzosamente omeopatico
proprio perché assuefà il lettore attraverso continui spiazzamenti.
Volesse Dio che non li avessi mai guardati, o che
avendoli guardati, fossi morto!
Chi ha letto Poe, e in particolare alcuni suoi
racconti, non dimenticherà gli occhi, ma soprattutto i denti di Berenice, icona per
eccellenza dellamore necrofilo dello scrittore. Sandrini dellUniversità di
Verona analizza questo sentimento: amore di vampiro, dice, amore di volontà e rifiuto di
accettare la morte. Insomma, il Poe di Berenice, Ligeia e Morella è colui che succhia la
vita e si salva e poi scrive di questo suo delirio di salvezza e di immortalità che per
molti versi si avvicina al teatro della crudeltà di Artaud.
Un altro tratto degli scritti di Poe è la
componente visionaria di cui sono debitrici tutte le arti, musica, pittura , ma
soprattutto il cinema.
Linquietante mostro che sia arrampica su una
finestra e poi agli occhi dello spettatore diventa un innocuo insetto ha ispirato ad
Ejzenstein lidea tecnica della sovrapposizione di piani nel rappresentare i teschi e
i pellegrini in Que viva Mexico!.
Lo stesso Hitchcock non sarebbe stato Hitchcock se
non avesse letto Poe, così come daltronde, tutto il cinema
thriller - horror, da quello degli anni 30 con
Karloff e Lugosi, fino ai film della Hammer, per non citare i film indipendenti e
low-budget del grande Roger Corman.
Lo sceneggiatore e scrittore Gianfranco Manfredi ha
illustrato al convegno due gioiellini cormaniani, I vivi e i morti e La
maschera della morte rossa, entrambi tratti da racconti dello scrittore
ottocentesco. Corman si è avvalso di sceneggiatori di talento come Richard Matheson e
Charles Beaumont, già ideatori di Twilight Zone (Ai confini della realtà).
Interessante lexcursus su Beaumont (Charles Leroy
Nut) che pare abbia vissuto una vita affine ai romanzi di Poe, tiranneggiato da una madre
a dir poco inquietante che lo vestiva da
bambina e che per castigarlo gli uccise davanti un animale domestico. Al povero Beaumont,
dal temperamento anarchico e imprevedibile come un jazzista, toccò un destino crudele: si
ammalò di senescenza precoce e morì a 38 anni dimostrandone 95, seguendo la stessa sorte
di un suo amato personaggio, William Jackson.
Tornando al cinema, non sono la trama o il genere
che definiscono un film alla Poe: la grande eredità dello scrittore sta nel
suo talento visionario, nella lucidità delirante con cui il terrore si trasforma in
spettacolo e soprattutto nella capacità di lasciare al pubblico un disagio emotivo
profondo:
E ora vi dico che ho avvertito i primi suoi
deboli movimenti dentro la bara. Li ho avvertiti da molti, da molti giorni; ma non osavo,
non osavo parlare! E adesso
stanotte
Ethelred
ah, ah!
forse che lei
non giungerà subito? Non ho già avvertito i suoi passi, su per la scala? Non distinguo
forse il battito pesante , terribile del suo cuore? Pazzo!
Vi dico che ora essa è dietro la porta!
(E.
A. Poe, La rovina della casa degli Usher).
Venturi, musicologo, dà un quadro delle musiche ispirate allo scrittore: pezzi tratti dal
film di Epstein rimbombano nella sala incatenando gli spettatori alle poltrone, poi spazia
da Il pozzo e il pendolo di Ivan Fossati, all Assassinio di Rue
Morgue degli Iron Maiden fino ad Alan Parsons Project e a una discreta Poetry di Lou Reed.
Il
rosso,
il nero
e
il bianco sono i colori che sono stati
avvicinati alle opere dello scrittore.
Il
rosso,
secondo Bianca Tarozzi, compare nel suo significato contraddittorio, simbolo del
sacrificio e della figura messianica, ma anche del peccato, essendo il colore del sangue e
quello con cui si ammanta la prostituta di Babilonia nellApocalisse.
Il
nero si
riferisce al dim (labile, opaco), termine che
compare spesso nelle poesie di Poe, ed è il
vague
tradotto da Mallarmè, la cosiddetta poetica delloscuro, la qualità di ciò che non appartiene al
visibile, dunque la creazione dei simulacri, il fantastico.
Il più letale è però il
bianco accecante che in Gordon Pym è il colore
della morte. In fondo, la vera paura delluomo occidentale non sono gli Inferi ma il
Paradiso, cioè il sogno mistico, la completa perdizione della visione. Il terrore di un
esperienza totale che è quella della contemplazione del divino simbolico è presente in
Poe proprio attraverso il bianco che annulla e disintegra tutti i colori e che come
esperienza è stata singolarmente accostata a quella delle droghe degli anni Sessanta.Poe
antesignano della psichedelia? Chissà
In ogni caso, un messaggio essenziale che possiamo
trarre da Poe è quello di seguire il nostro
demone
della perversità. Esso è, secondo lo scrittore, ciò che porta lindividuo a
fare ciò che non vuole fare. Senza essere un esortazione a compiere crimini orrendi, esso
rappresenta la capacità di arrendersi al doppio che è in noi, al nostro lato oscuro.
Marina Bulgheroni testimonia che il demone di Poe è
stato fondamentale per la sua attività di scrittrice.
E in fondo la scrittura è proprio questo: sapersi
arrendere al sogno, accettare le proprie metamorfosi e sdoppiamenti, dialogare con
linconscio.
Forse non raggiungeremo il talento di Poe, ma vale
la pena provare, se non altro può essere catartico!
Tulip
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