PROGRAMMI TV

L'ARCHIVIO FILM

HORROR CINEMA

RUBRICHE

PERSONAGGI

VISIONI DA...

PELLICOLE (MAI) PERDUTE

JANG SON HUI            KEMPACHIRO SATSUMA

PULGASARI E L'INCREDIBILE STORIA DI UN REGISTA SUDCOREANO

Regia di

SHING SANG-OK (Corea del Nord 1985)

 
 

Kim Jong Il, prima di diventare il leader della Corea del Nord, è stato negli anni Settanta Ministro della Propaganda del Partito, quando il padre Kim Il Sung era Presidente. Grande appassionato di cinema, Kim Jong Il è un fan di Elizabeth Taylor , di Sean Connery e di Rambo, si dice che abbia una videoteca con decine di migliaia di film. Ha scritto anche un libro sull’importanza del cinema, in cui teorizza che è necessaria “ una trasformazione rivoluzionaria della pratica della regia” affinché  questa diventi lo strumento principale della Propaganda, e attraverso i film si trasformi la gente del popolo in veri comunisti.

Il problema che aveva , e che ha tuttora , era che in Corea del Nord non c’erano registi all’altezza di questa missione così importante. Al contrario la Corea del Sud viveva un periodo d’oro già dal dopoguerra, Shin Sang-ok era il regista più amato e apprezzato dalla critica , ed era molto famoso anche in Giappone. Era definito “l’Orson Welles” del cinema asiatico, e negli anni Settanta aveva già firmato più di venti film di successo. Sua moglie, Choi Eun-hee, era un’attrice , anche lei molto amata dal pubblico e protagonista della maggior parte dei suoi film. Per Kim Jong Il, l’unica soluzione possibile per risolvere questa insopportabile situazione era rapire il regista e sua moglie, e costringerli a lavorare per lui. Così fece: nel 1978 Choi, la moglie, fu rapita. Una missione di agenti speciali di Pyongyang circondarono la sua casa a Seul e in una notte lo portarono in Corea del Nord. La stessa sorte toccò a Shin Sang ok, pochi giorni dopo fu rapito anche lui nelle stesse circostanze. La notizia fece grande scalpore nell’opinione pubblica, mentre a Nord nessuno seppe dell’accaduto.

I due vennero accolti subito nel palazzo presidenziale, ricevuti da Kim Jong Il in persona, che diede loro la sua residenza estiva e li trattò con ogni riguardo , pur senza permettere loro di uscire da quella casa. Erano ospiti fissi del dittatore, e più di chiunque altro straniero poterono conoscere la sua vita quotidiana, i suoi pensieri, le sue follie e la sua corte. Dopo pochi giorni però Shin e la moglie tentarono di scappare per tornare in Corea del Sud, ma il tentativo fallì ed entrambi furono puniti e rinchiusi in prigione. “ Ero terrorizzato “, ricorda Shin “ avevo talmente paura da non riuscire a bere o mangiare , piangevo continuamente , non sapevo cosa mi stesse succedendo. Dovettero passare quattro anni prima che la situazione cambiasse, quattro anni fatti di celle di isolamento , di pasti di solo riso e acqua, di corsi di rieducazione. Dopo essere stati liberati e “ rieducati” secondo i principi del comunismo coreano, ebbero di nuovo accesso alla corte di Kim Jong Il. “ I nostri registi non hanno idee nuove” spiegò il Dittatore a Shin. Kim Jong Il aveva intenzione di far dirigere tutta una serie di film di propaganda a Shin Sang Ok. Per questo mise a disposizione del regista un conto in una banca austriaca di due milioni e mezzo di dollari. Così trascorse in Corea del Nord otto anni della sua vita , costantemente vigilato, senza la minima libertà ma nel lusso più sfrenato. “ In quel periodo ho girato molti film, sono stati anni terribili , ma non rinnego nulla del lavoro che ho fatto, racconta Shin oggi, dagli Stati Uniti, dove vive e lavora. In effetti, con una pistola perennemente puntata contro , la concentrazione e la creatività , non possono permettersi distrazioni , e non è difficile credere che uno tra i quindici film che Shin ha girato per il Regime, Pulgasari, sia ritenuto dal regista il suo miglior film di sempre.

E’ la storia di un piccolo grano di riso , che cresce e si sviluppa in maniera incredibile, fino a trasformarsi in un gigantesco mostro, che lotta al fianco dei contadini oppressi e li aiuta nella raccolta del grano. ”E’ il Godzilla comunista” hanno dichiarato i critici. Pulgasari è diventato, grazie soprattutto all’incredibile storia vissuta dal regista, un cult movie. Fu il primo prodotto in Corea Del Nord a uscire nelle sale di Seoul, dove però, stranamente, non ebbe successo. In America, e ancora di più in Giappone, dove è appena uscito, sta avendo ottimi apprezzamenti dal pubblico.      

Tratto dal Libro di Geri Morellini “Dossier Corea”  Viaggio nel regime più isolato del Mondo (Castelvecchi)

Ringrazio Geri Morellini, l’autore del libro per avermi concesso l’autorizzazione di poter pubblicare su Horror Tv il testo riportato in questa pagina. Nel libro, l’autore racconta delle sue fughe per eludere i controlli delle autorità, descrive l’alienazione impenetrabile della gente, le autostrade a cinque corsie in cui non c’è neanche una macchina, i segni delle terribili carestie nelle campagne. Evoca atmosfere misteriose, tra l’incubo orwelliano della società totalitaria e un’organizzazione medioevale della vita della gente.

Dossier Corea è altamente consigliato a chiunque voglia scoprire un’incredibile realtà che sembra appartenere ad un mondo fantascientifico, ma che, in Corea del Nord, milioni di persone vivono quotidianamente. “Witchfinder”     

 

PROGRAMMI TV

L'ARCHIVIO FILM

PERSONAGGI

L'ALTRO CINEMA

RUBRICHE

VISIONI DA...

HORROR CINEMA

PELLICOLE (MAI) PERDUTE