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PELLICOLE (MAI) PERDUTE

THE KINGDOM II 2– IL REGNO II 2

Regia di

Lars Von Trier

Danimarca 1997 durata 300 minuti.

Il suolo sotto l’ospedale del Regno, anticamente era una palude, i tintori vi immergevano i loro grandi teli, che poi stendevano per la sbiancatura. L’umidità avvolgeva tutto in una nebbia eterna. Poi venne costruito l’ospedale del Regno, i tintori lasciarono il posto a medici e ricercatori, a geni della scienza e della tecnologia, che per coronare il loro lavoro, chiamarono questo luogo “il Regno”. Avrebbero spiegato la vita, l’ignoranza non avrebbe più scosso i bastioni della scienza. Forse la loro crescente arroganza li portò a negare la spiritualità e adesso è come se il freddo e l'umidità fossero tornati. Nessun essere vivente ancora lo sa, ma la porta del Regno sta riaprendosi.

Kingdom 2 non è né video, né cinema, ne televisione, è davvero la contaminazione dell’immagine. L’idea affascinante del luogo della cura, l’ospedale, diventa il luogo dell’orrore, il luogo da cui si proietta il desiderio della società di curarsi, di non terminare, e quindi di diventare invece definitivamente mortale. Credo che il delirio razionalizzato post-kubrickiano e il riconcentrarsi nel dogma della libertà intravista nell’idea di Kingdom II, rendano conto della rarità di questo delirio. Kingdom II, mostra come le immagini né ci curano né ci aiutano a vivere né ci uccidono, mostrano come siamo immagini, come sia difficile curare le immagini, curare il corpo delle immagini, curare qualcosa di così simile, di così vicino alla spettralità della nostra vita. Enrico Ghezzi da Fuori Orario del 3 gennaio 2003.

"Oggi fa freddo e farà ancora più freddo, c’è anche molto silenzio e presto ci sarà così tanto  silenzio che le orecchie faranno male … Quando il bambino grande morirà, ci sarà silenzio in cielo e terra…".

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