Il suolo sotto lospedale del Regno, anticamente era una palude, i
tintori vi immergevano i loro grandi teli, che poi stendevano per la sbiancatura.
Lumidità avvolgeva tutto in una nebbia eterna. Poi venne costruito lospedale
del Regno, i tintori lasciarono il posto a medici e ricercatori, a geni della scienza e
della tecnologia, che per coronare il loro lavoro, chiamarono questo luogo il
Regno. Avrebbero spiegato la vita, lignoranza non avrebbe più scosso i
bastioni della scienza. Forse la loro crescente arroganza li portò a negare la
spiritualità e adesso è come se il freddo e l'umidità fossero tornati. Nessun essere
vivente ancora lo sa, ma la porta del Regno sta riaprendosi.


Kingdom 2 non è né video, né cinema, ne televisione, è
davvero la contaminazione dellimmagine. Lidea affascinante del luogo della
cura, lospedale, diventa il luogo dellorrore, il luogo da cui si proietta il
desiderio della società di curarsi, di non terminare, e quindi di diventare invece
definitivamente mortale. Credo che il delirio razionalizzato post-kubrickiano e il
riconcentrarsi nel dogma della libertà intravista nellidea di Kingdom II, rendano
conto della rarità di questo delirio. Kingdom II, mostra come le immagini né ci curano
né ci aiutano a vivere né ci uccidono, mostrano come siamo immagini, come sia difficile
curare le immagini, curare il corpo delle immagini, curare qualcosa di così simile, di
così vicino alla spettralità della nostra vita. Enrico Ghezzi da Fuori Orario del 3
gennaio 2003.


"Oggi
fa freddo e farà ancora più freddo, cè anche molto silenzio e presto ci sarà
così tanto silenzio che le orecchie faranno male
Quando il bambino grande
morirà, ci sarà silenzio in cielo e terra
".

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