Yakusho Koji            Fubuki Jun            Kusanagi Tsuyoshi

Kishibe Itoku         Ishida Hikari        Aikawa Sho

SEANCE - KOUREI

(JAP 2000)

Regia di

Kiyoshi Kurosawa

Dal Giappone e dalla regia di Kyoshi Kurosawa (tra i suoi film ricordiamo Kairo, Cure e Charisma)  un’altra riuscita storia di fantasmi, una vicenda cupa e malinconica. che,  non mancherà di soddisfare tutti  gli estimatori dell’ horror tradizionale, in cerca di veri brividi. Per molti aspetti,  Seance, potrebbe essere definito quasi  un horror – noir  perché si ha subito la certezza che la coppia protagonista sia inequivocabilmente caduta nelle oscure trame di un fato avverso.

In effetti, a causa di alcune incredibili coincidenze, i nostri, si troveranno intrappolati in una complicata e assurda  situazione; chiaro segnale che qualcosa di mostruoso sta loro per accadere. Si ritrovano così, a fare del male senza sapere di farlo, ad essere colpevoli ma nello stesso tempo innocenti e infine diventare (in)consapevoli carnefici di una innocente bambina.

Ormai è troppo tardi per il pentimento, bisogna celare ogni minima traccia che lascia emergere la vera orribile realtà, forse il loro domani sarà migliore e sfuggiranno alla legge ma è solo un’illusoria speranza perché lo spettro della loro piccola vittima è in cerca di vendetta...

Witchfinder

Junco, una medium dotata di poteri straordinari, che le permettono di vedere e ascoltare le persone defunte, sta aiutando un giovane studente di psicologia per la sua tesi. Proprio questo dono particolare, non permette alla donna di svolgere una vita normale: le visioni orribili dei morti compaiono all'improvviso e lei non può controllarle. Inoltre la gente è scettica su questo argomento, nessuno vuole crederle e questa situazione è insopportabile, a volte. Suo marito, Koji, che lavora come tecnico audio in un'azienda che produce effetti sonori, sopporta rassegnato la realtà e divide la sua vita tra sua moglie e il suo lavoro.

   

Junco soffre per questa condizione, non sopporta l'idea di trascorrere tutta la vita in casa senza un lavoro che possa essere un aiuto economico per il marito, e così accetta di lavorare come cameriera in un ristorante. Anche lì, però, inizia a vedere cose che solo i suoi occhi possono vedere, con terrore.

Nel frattempo, in città, un uomo rapisce una bambina e cerca di nasconderla nel bosco, ma ella riesce a fuggire e a far perdere le sue tracce, nascondendosi in una delle casse per l'apparecchiatura di Koji, che si trovava lì vicino per registrare dei suoni. L'uomo non si accorge di nulla, blocca l'apertura della cassa, la carica in macchina e torna a casa dalla moglie, ignaro che da quel momento, la loro vita del tutto ordinaria non sarebbe mai più stata la stessa.

   

Passano due giorni e Junco si reca ad un appuntamento con lo studente, che crede fermamente nei suoi poteri, e con il capo della polizia, a cui il ragazzo ha parlato della sensitiva, e che spera di poter localizzare la bambina scomparsa, non avendo nessun altro mezzo per proseguire le indagini. Junco promette loro di collaborare e porta via con sé un fazzoletto appartenuto alla piccola. Ma quando la donna torna a casa e prende in mano il fazzoletto, ella sente esattamente il luogo dove si trova la bambina: il suo garage.

   

Entrambi increduli e sconvolti, i due coniugi si precipitano verso di lei, ma quando aprono la cassa, la bimba è apparentemente morta. Indecisi sul da farsi, esitano a chiamare sia la polizia che l'ospedale, temendo che la loro storia non venga creduta, ma all'improvviso, la bambina appare dalla porta, quasi strisciando, lentamente e in modo scomposto su per le scale. Koji vorrebbe telefonare subito alle autorità, ma Junco, è determinata a dimostrare a tutti quelli che non credevano  nei suoi poteri, che essi esistevano veramente, così decide di tenere in casa la piccola per qualche giorno, per farla rimettere, e convince il marito ad aiutarla nel suo piano. Qualcosa va storto, però, e la bambina muore. Disperati, la portano nel bosco e la sotterrano, continuando a fingere con la polizia.

   

I due sono convinti ormai di essersi liberati del peso, quando il piccolo fantasma inizia a comparire dovunque, sconvolgendo totalmente la loro vita. La sua presenza diventa talmente assillante, che a nulla serve cambiare casa per un po', oppure andare a lavorare come tutti i giorni, lei c'è sempre, dappertutto.

   

Alla fine i loro nervi iniziano a cedere, ma il capo della polizia chiede a Junco un'altra seduta per la bambina, nascondendo loro il fatto che il suo corpicino è stato ritrovato sepolto nel bosco. La sensitiva, per nascondere la verità, inscena una seduta, ma ormai il capo della polizia è sempre più convinto della loro colpevolezza, e lei gli fornisce la prova finale, stringendo tra le mani un fermacapelli della bambina, che ha raggiunto così la sua vendetta.

 

 

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