PROGRAMMI TV

L'ARCHIVIO FILM

HORROR CINEMA

RUBRICHE

PERSONAGGI

VISIONI DA...

PELLICOLE (MAI) PERDUTE

 

Lee Sin-Je      Lawrence Chou     Chutcha Rujinanon
Yut Lai So
           Candy Lo              Yin Ping Ko

THE EYE

(2002) 

Pang Brothers (Oxide Pang & Danny Pang)

 

Mun, una ragazza cieca, si sottopone ad un trapianto di cornea per recuperare la vista. L’operazione riesce perfettamente, ma Mun, tolte le bende, comincia a vedere strane figure inizialmente sfocate e poi sempre più nitide; le anime delle persone morte si lasciano osservare, alcune sembrano ostili o semplicemente incoscienti, altre si avvicinano a lei quasi a voler cercare una risposta che ancora non hanno ottenuto.

  

Sono proprio questi i momenti migliori del film, quando  Mun passa dall’iniziale euforia di una nuova vita, all’inevitabile dubbio sulla sua stabilità mentale e infine alla consapevolezza terrificante e definitiva di reali e paurose presenze ultraterrene. The Eye pur non avendo una trama del tutto originale, grazie al suo  notevole impatto visivo, si dimostra un film horror comunque di gran lunga al di sopra della media che non delude le aspettative.

  

  

In questa “ottica“ non sorprende affatto che Tom Cruise, da regista, avendo “ fiutato” le sue sicure prospettive commerciali, ne abbia acquisito i diritti per un imminente remake. Sul suo esito artistico non ci resta che aspettare anche se il dubbio per forza di cose è più che legittimo. In The Eye dei Pang Brothers, le apparizioni di fantasmi, di anime tormentate, condannate alla sofferenza eterna, si susseguono quasi senza sosta, le loro presenze ossessive e la frenesia delle immagini che accompagnano il loro incerto vagare non possono lasciare indifferenti.

  

  

The Eye a piena conferma del titolo, lascia che lo sguardo dello spettatore e quello della protagonista si fondano al di sopra di ogni ragione e contenuto e se non fosse per gli incisivi e minacciosi effetti sonori, potremmo anche decidere di escludere completamente l’audio.

  

Ciò che può apparire un difetto e probabilmente lo è (lo svolgersi e la struttura degli eventi quasi elementare, l’assenza di un pur minimo approfondimento psicologico e di dialoghi di un certo rilievo)  finisce in questo caso per liberare completamente i nostri occhi da ogni condizionamento, permettendo loro, di vedere l’altra faccia di un mondo, quello nostro, che forse appartiene anche a coloro che più non sono e più non ci sono.     

 Witchfinder

Mun, una chica ciega, se somete a un trasplante de córnea para recobrar la vista. La operación logra perfectamente, pero Mun, quando se quita las vendas, empieza a ver extrañas figuras inicialmente desenfocadas y luego cada vez más nítidas; las almas de las personas muertas se dejan observar, algunos parecen hostiles o sencillamente inconcientes, otras se acercan a casi a querer buscar una respuesta que todavía no han conseguido. Son justo estos los momentos mejores de la película, cuando Mun pasa de la inicial euforia de una nueva vida, a la inevitable duda sobre su estabilidad mental y por fin a la conciencia terrorífica y definitiva reales y aterradoras presencias paranormales. The Eye incluso no teniendo una trama completamente original, gracias a su notable impacto visual, se demuestra en todo caso una película horror por encima de la media que no decepciona las expectativas. En esta “óptica “no sorprende para nada que Tom Cruise, de director, teniendo “olfateado” sus seguras perspectivas comerciales haya adquirido los derechos por un pendiente remake. Sobre su resultado artístico no nos queda que esperar, aunque a la fuerza la duda.

  

En The Eye de los Pang Brothers, las apariciones de fantasmas, de almas atormentadas, condenadas al sufrimiento eterno, se suceden casi sin parada, sus presencias obsesivas y el frenesí de las imágenes que acompañan su queda vagar no incerto indiferentes. The Eye,titolo confirmado deja que la mirada del espectador y aquella della protagonista se fundan por encima de cada razón y contenido y si no fuera por los incisivos y amenazadores efectos sonoros, también podríamos decidir excluir completamente el audio.

Lo que puede aparecer un defecto y probablemente lo es (el desarrollarse y la estructura de los acontecimientos casi elementales, la ausencia de un incluso mínimo ahondamiento psicológico y de diálogos de cierto relieve) acaba en este caso para liberar completamente nuestros ojos de cada condicionamiento, permitiéndoles, de ver la otra cara de un mundo, el nuestro, que talvez pertenecen a aquellos que ya no son y haun mas ya no estan.

 

Traduzione di Cunhatã

THE EYE 2